Caritas Fumane collabora da anni con Il Samaritano per quel che riguarda l'accoglienza dei richiedenti asilo. E' iniziato tutto nel 2016 con un Cas e oggi prosegue con il Progetto Sai (scopri di più) che accoglie 12 giovani e con una casa in affito dove i volontari della parrocchia continuano a seguire ed aiutare 5 giovani che hanno finito il periodo di accoglienza con Il Samaritano e si sono imtegrati nel territorio. Verona Fedele in uscita lo scorso 22 luglio ha dedicato una pagina alla Caritas di Fumane, che riportiamo qui sotto.

A Fumane molta organizzazione per una grande risposta ai bisogni

«I poveri sono e saranno sempre con noi: ce lo dice Gesù e ce lo ricorda sempre papa Francesco – con queste parole esordisce Fernando Cottini, portavoce di un gruppo di una quindicina di volontari di Caritas Fumane. E aggiunge: «Il Santo Padre ci ricorda sempre che la preghiera a Dio e la solidarietà con i poveri e i sofferenti non si possono separare. Il nostro gruppo Caritas da molti anni si occupa di loro, con attività molto concrete, ma c’è ancora molto da fare. Famiglie del territorio, italiane e straniere, ma anche grave marginalità, con l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati in collaborazione con Il Samaritano. Iniziative svolte insieme al Comune di Fumane e naturalmente alla parrocchia e alla comunità che ci sostiene sempre e ha fiducia in noi, come il nostro parroco e presidente, don Emanuele Novelli, che condivide i nostri percorsi e collabora quando necessario».

Raccolta viveri. C’è anche la mensa scolastica

«Caritas Fumane raccoglie viveri non deperibili per poi distribuirli alle famiglie e alle persone in difficoltà. Vengono organizzate raccolte in chiesa, ma arrivano aiuti anche dal Comune, come quest’anno che ci ha affidato gli aiuti alimentari acquistati dai buoni spesa statali. E poi c’è una bellissima collaborazione con l’istituto comprensivo di Fumane e accediamo due volte a settimana nel cortile della mensa scolastica per il ritiro del cibo non utilizzato, da distribuire poi alle nostre famiglie».

L’ascolto itinerante

«Non abbiamo un vero centro di ascolto perché l’incontro con le famiglie bisognose viene svolto in casa alla consegna della spesa. Il cibo diventa espediente per incontrare situazioni di disagio, scoprire necessità, vedere nuove famiglie nel loro contesto quotidiano e essere presenti quando serve. Prima del Covid avevamo pensato di aprire un centro di ascolto parrocchiale fisso, una volta a settimana, ma nel periodo di lockdown sono diminuite le richieste di aiuto e abbiamo scoperto che molte persone che venivano a bussarci alla porta non erano di Fumane e, non potendo uscire dal loro Comune, non le abbiamo più viste. Oggi comunque seguiamo circa 15 famiglie bisognose sul nostro territorio».

Vestiti e mobili: l’arte del riciclo

«Abbiamo un bel magazzino al centro parrocchiale dove raccogliamo vestiti e scarpe, biancheria e giochi, ma anche mobili, elettrodomestici, divani, ovviamente in buono stato. Il tutto grazie ad un gruppo di volontari che con dedizione e pazienza recuperano il materiale, lo smistano, lo riordinano e poi lo consegnano alle famiglie che ne hanno bisogno, che provengono un po’ da tutta la Valpolicella. Si tratta di un servizio prezioso, ma molto faticoso, che non sarebbe possibile senza queste persone volontarie».

Il Canto della Stella

«Ogni anno nel periodo natalizio un gruppo di volontari armati di chitarra e una stella luminosa a ruote girano per le strade del paese per cantare, augurare buon Natale alle famiglie, distribuire il calendario parrocchiale e raccogliere un’offerta per la Caritas. Nel 2020, causa Covid, pensavamo di non proporre l’iniziativa, ma poi alcuni giovani volenterosi si sono presi l’incarico di organizzare, hanno coinvolto alcune famiglie della parrocchia, hanno sostituito le chitarre con una cassa audio, tra l’altro ben più rumorosa, e sono riusciti a raggiungere nuovamente tutte le case di Fumane». 

Il prezioso lavoro di rete

«Tutti gli aiuti che elargiamo e le iniziative che organizziamo in favore dei poveri sono anche frutto di un importante lavoro di rete con il Comune, la Pro Loco di Molina, il Centro Famiglia di Fumane e alcuni gruppi di solidarietà del paese. La rete è fondamentale in questi contesti sociali».

Accoglienza Richiedenti Asilo: un’esperienza fantastica!

«È iniziato tutto nel marzo del 2016, quando abbiamo fatto nostro l’appello del papa di qualche mese prima e abbiamo deciso di accogliere in parrocchia un gruppo di richiedenti asilo in collaborazione con Il Samaritano di Caritas diocesana veronese. Il Samaritano ha gestito il servizio, con operatori e l’organizzazione burocratica, noi li abbiamo accolti e sostenuti, aiutati ad integrarsi, accompagnati nella ricerca di un lavoro, nella frequenza a tirocini formativi, stimolati a rendersi disponibili per servizi di utilità sociale. Ci siamo resi conto che si è creata nella nostra comunità tutta una rete di relazioni e di coinvolgimento e a volte, siamo sorpresi anche noi, sono arrivati tanti aiuti silenziosi e nascosti. Abbiamo attivato una scuola di italiano con una volontaria della parrocchia e siamo riusciti a far integrare bene cinque di questi ragazzi con la nostra comunità. Abbiamo trovato un appartamento, dove i cinque, terminato il loro progetto di accoglienza al Samaritano con l’ottenimento di un permesso di soggiorno, ora vivono, pagandosi l’affitto e tutte le spese, in quanto lavorano in aziende agricole fumanesi. Altri richiedenti che sono passati da Fumane li abbiamo aiutati a trovare la loro strada, a volte facendo da tramite, altre volte generando processi e attivando nuove accoglienze in altre realtà fuori paese. Anche il Comune ha collaborato a queste accoglienze e, grazie all’esempio positivo che siamo riusciti a portare, ha deciso di aprire uno Sprar sul territorio, oggi Progetto Sai, nel quale vengono accolti a Fumane dodici richiedenti asilo, sempre in collaborazione con Il Samaritano, e nel quale noi siamo presenti come volontari. E possiamo dire che il Sai rappresenta una struttura pubblica che funziona, che accoglie e che dà davvero riconoscimento a giovani in difficoltà».

Le testimonianze: perché è importante raccontare le belle esperienze

«Ogni anno organizziamo incontri in parrocchia per raccontare tutto quello che viene realizzato dalla nostra Caritas, anche grazie all’aiuto della comunità. Vengono invitati sempre ospiti che ci raccontano alcune esperienze significative di solidarietà. Inoltre, prima del Covid, abbiamo organizzato anche cene etniche, cucinate dai nostri richiedenti asilo, che hanno riscontrato sempre grande successo».

Il futuro di Caritas Fumane: casa, lavoro e solidarietà

«Il nostro gruppo Caritas si è dato l’impegno di diffondere la cultura della solidarietà sul territorio. Insieme all’Amministrazione Comunale vogliamo essere attenti alle realtà di povertà e disagio della nostra comunità, aiutando famiglie e singole persone, non solo a superare le emergenze derivanti dal bisogno immediato, come pagamento di bollette, affitti, spese alimentari e di medicinali o rette scolastiche. Ma vogliamo facilitare anche la ricerca di soluzioni al problema della mancanza di lavoro e di una casa. Di recente, in collaborazione con la Cooperativa sociale “SOS Casa” di Villafranca abbiamo acquistato una abitazione a Fumane. Casa che si inserirà in un progetto di aiuto per le persone che ne hanno bisogno. Questa iniziativa serve anche per stimolare chi è responsabile del territorio, come il Comune o le tre parrocchie della nostra Unità Pastorale, Fumane, Mazzurega e Cavalo, ad attivarsi laddove c’è un bisogno. Tutti dobbiamo fare qualcosa in più. Anche perché ci siamo accorti con le famiglie aiutate, le singole persone e i richiedenti asilo che quando ti prendi cura e fai il bene nel miglior modo possibile, nonostante la fatica e l’impegno messo in campo, arrivano sempre grandi soddisfazioni, vedendo soprattutto negli occhi delle persone aiutate un grande sorriso».

Francesco Oliboni