Continua il servizio di Caritas Diocesana Veronese tramite Il Samaritano nel progetto dei corridoi umanitari. Il periodo di restrizioni dovute al Covid19 ha di fatto creato un aumento di lavoro nelle case che in questo momento sono seguite dagli operatori del Samaritano, in quanto molte famiglie fragili hanno trovato ulteriori difficoltà in questi giorni di crisi e di restrizioni, soprattutto in quelle situazioni di accoglienza molto recenti in ordine di tempo.

Oggi il progetto accompagna 25 persone sul territorio, accolte in varie parrocchie: Mezzane, Valeggio, Cerro Veronese (dove ci sono due famiglie), Santi Angeli Custodi, Pescantina e Quinzano. Si tratta fondamentalmente di due nazionalità, eritrei e yemeniti, anche se tra gli eritrei si registrano due etnie differenti: tigrigni e hafar, etnia quest'ultima che coinvolge, oltre all'Eritrea, anche altri stati africani come Etiopia e Gibuti. Alcuni di questi nuclei famigliari sono arrivati in Italia due anni fa, altri in fasi successive, fino all'ultimo gruppo molto più recente. Ci sono famiglie in difficoltà, altre con problemi di salute, ma anche tre persone laureate alle quali viene data una possibilità lavorativa e di crescita importante in Italia.

Dopo la parte legale e di inserimento nel contesto in cui vivono, gli operatori del Samaritano, insieme ai volontari delle parrocchie, si impegnano in un progetto che dura almeno un anno e che prevede anche l'insegnamento della lingua italiana, l'integrazione sul territorio, la ricerca lavorativa, oltre che la possibilità per i bambini e gli adolescenti coinvolti di entrare nel mondo della scuola, in squadre sportive e in altri contesti di inserimento.

In questi giorni di coronavirus il progetto prosegue più a rilento, ma non manca la presenza costante di operatori e volontari, per aiutare famiglie così fragili a superare settimane che stanno mettendo in difficoltà tutta la società.