‘Scarp de’ tenis – incontri sulla strada’, condotto da Giacomo Poretti, attore del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo; ‘Il viaggio di Mohammed’ dello scrittore Eraldo Affinati con la regia di Giuseppe Carrieri; ‘Made by Iraqi Girls’ e ‘L’estate più bella’ con la regia di Gianni Vukaj.

Sono i quattro documentari presentati da Tv2000.
“Lavorare su progetti di questo tipo – ha spiegato Giacomo Poretti – è sempre una sfida. Bisogna andare oltre i pregiudizi, volersi interessare alle cause. Il mio linguaggio è quello dell’ironia, che ti consente di trattare temi anche scomodi senza svilirli. Ho incontrato persone incredibili. Mi ricordo la storia di una persona che ha perso il lavoro, e non ha avuto il coraggio di dirlo agli altri. Ha mangiato per mesi in un refettorio. Questo gli ha permesso di rialzarsi. Ho provato anche io a mettere la pettorina e a vendere la rivista. E non è stato facile”.
Giuseppe Carrieri ha detto che “Il viaggio di Mohammed  “è un viaggio al contrario, in Marocco. Una storia di grande umanità, alla scoperta della vita di un ragazzo diventato uomo. Abbiamo interpretato la realtà”.
“Noi invece abbiamo voluto raccontare – ha sottolineato  Gianni Vukaj – una storia d’incontro  e di come nella condizione di profughi ci si può ricostruire un’esistenza”.
Ogni documentario è accompagnato da un webdoc che integra la storia raccontata e segue i protagonisti anche dopo la fine delle riprese attingendo anche agli strumenti e al linguaggio dei social.

 

SCARP DE’ TENIS, INCONTRI SULLA STRADA

condotto da Giacomo Poretti

Dal sito della rivista: “Un giornale come Scarp punta anche a dare voce e diritto di parola agli “invisibili”. Raccontandone parabole di vita, problemi, punti di vista. Illustrando i fenomeni di impoverimento e marginalizzazione che li vedono, loro malgrado, protagonisti. Ma prima ancora, Scarp è una palestra per ritrovare la propria voce”. Le storie di Scarp de’ Tenis declinano le tematiche della rivista in formato televisivo. Il programma segue sostanzialmente il lavoro redazionale della rivista, documentando sul campo le difficili realtà ed i temi di cui tratta.  La narrazione in parte è oggettiva, ovvero segue dal di fuori il lavoro di indagine dei redattori della rivista o dei protagonisti dei servizi; ma è soprattutto veicolata attraverso il conduttore Giacomo Poretti che si confronta con gli ospiti di strutture di accoglienza.

IL VIAGGIO DI MOHAMMED

di Eraldo Affinati

regia di Giuseppe Carrieri

Mohammed Echafi ha 30 anni ed è un nuovo cittadino italiano. La sua storia comincia a Khourigba in Marocco, dal cui sterminato deserto è partita una linea lunga e drammatica che lo ha condotto a Roma sognando una nuova vita. Qui Mohammed conosce lo scrittore Eraldo Affinati che ha fondato, insieme alla moglie Luce, la Penny Wirton, scuola di lingua italiana per stranieri in cui più che allievo si sente membro di una nuova famiglia. Dall’officina dove lavora e dal quartiere dove si è stabilito si snodano incontri e relazioni con altri migranti dal destino ancora incerto le cui storie riattivano la sua memoria. Un fidanzamento ufficiale gli offre l’occasione di tornare a casa. Intraprende così un viaggio all’indietro in compagnia di Eraldo che gli permetterà ancora meglio di capire chi è e cosa diventerà da grande.

MADE BY IRAQI GIRLS

scritto da Gianni Vukaj con Antonella Becciu

regia di Gianni Vukaj

Rafedìn in arabo significa “tra i due fiumi” ed è lo spazio di terra che sta fra il Tigri e l’Eufrate dove confluiscono tanti profughi. Ma Rafedìn è diventato anche un marchio di moda nato ad Amman, in Giordania, per offrire una nuova vita a ragazze fuggite dall’Isis, in attesa di un visto, che non possono lavorare, studiare, o anche solo guidare, alle quali è stato tolto ogni diritto. Nel 2016 l’incontro a Betlemme tra ‘Abuna’ Mario, sacerdote toscano del Patriarcato Latino di Gerusalemme, e Rosaria, una sarta pugliese, dà il via alla folle idea di creare un laboratorio tessile e dare alle ragazze una nuova possibilità. Una piccola stanza e cinque macchine da cucire: è così che nascono i prodotti “Rafedìn. Made by Iraqi Girls”, un incontro tra Oriente ed Occidente. Il racconto televisivo scorre parallelo a quello sul web, con un blog che accompagna le ragazze e le segue anche dopo la fine delle riprese.

L’ESTATE PIÙ BELLA

scritto da Gianni Vukaj con Beatrice Bernacchi

regia di Gianni Vukaj

Estate 1968. Versilia. Un giovane di 26 anni, con una valigia piena di soldi, riserva un hotel di grido per un gruppo di ‘giovani della Pistoia bene’. Pizzerie e locali vengono prenotati da fisioterapiste con il fisico da pin up. Parte da qui la vacanza indimenticabile di una mejo gioventù inaspettata: ragazzi disabili che si riversano sulle spiagge osando sfidare il mondo. Da allora non hanno mai smesso. Anno dopo anno sono tornati sempre al mare, a loro si sono aggiunti altri amici e altri ancora. E’ “L’estate più bella”, come titola nel 1971 Famiglia Cristiana che li mette in copertina. Cinquant’anni dopo la loro avventura viene ripercorsa dai giovani di allora che raccontano le emozioni e il senso di libertà del primo tuffo in mare, e via via dai compagni che li hanno seguiti. Il ragazzo che apparve su Famiglia Cristiana, usando un joystick con il piede, rivela un mondo interiore sorprendente. Il racconto televisivo scorre parallelo a quello sul web, con un blog che accompagna i ragazzi e li segue anche dopo la fine delle riprese.