XXVII FESTA DEI POPOLI

Cittadinanza, la sfida dell’incontro

Di don Giuseppe Mirandola

Direttore Centro di Pastorale Immigrati – Diocesi di Verona

 

Ecco lo slogan della prossima festa dei popoli che si terrà a Villa Buri Domenica 27 maggio.

Papa Francesco nel messaggio per Giornata del migrante e del rifugiato, celebrata il 14 gennaio, parlava della necessità di affrontare le sfide dell’immigrazione attraverso quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Gli stessi verbi erano anche dentro il suo messaggio per la Giornata della Pace (1 gennaio): “Accogliere” richiama l’esigenza di ampliare le possibilità di ingresso legale, di non respingere profughi e migranti  verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze, e di bilanciare la preoccupazione per la sicurezza nazionale con la tutela dei diri­tti umani fondamentali. “Proteggere” ricorda il dovere di riconoscere e tutelare l’inviolabile dignità di coloro che fuggono da un pericolo reale in cerca di asilo e sicurezza, di impedire il loro sfruttamento. “Promuovere” rimanda al sostegno allo sviluppo umano integrale di migranti e rifugiati. “Integrare”, infine, significa permettere a rifugiati e migranti di partecipare pienamente alla vita della società che li accoglie, in una dinamica di arricchimento reciproco e di feconda collaborazione nella promozione dello sviluppo umano integrale delle comunità locali.

Nell’illustrarli, Papa Francesco, sottolinea costantemente la necessità di azioni concrete che salvaguardino la dignità e i diritti di ogni persona consapevoli che queste sono possibili solo se abbiamo coltivato una cultura dell’incontro e del dialogo.

Ed è proprio su tale punto che vorremmo quest’anno porre l’accento in occasione della Festa dei popoli: non è possibile la costruzione di una cittadinanza reale e attiva senza l’incontro con l’altro. Attualmente abbiamo la percezione che ci sia in generale più un vivi e lascia vivere che il desiderio di incontrarsi. Questo pensiero e modo di fare sembra appartenere a tutti i cittadini: vecchi e nuovi. Le motivazioni sono diverse e anche comprensibili. A volte siamo di fronte a un problema linguistico, ad una non padronanza della lingua che ostacola la comunicazione. Altre volte è la differenza culturale e i modi esprimersi che da essa provengono che possono generare incomprensione e distanza. Certamente c’è anche la paura, il timore di fronte a una persona sconosciuta, straniera e teniamo presente che questo sentimento è reciproco. Tutte difficoltà reali e da rispettare. Ciò non di meno, prendendo ancora da Papa Francesco, è importante “favorire in ogni modo la cultura dell’incontro, moltiplicando le opportunità di scambio interculturale, documentando e diffondendo le buone pratiche di integrazione e sviluppando programmi tesi a preparare le comunità locali ai processi integrativi” (Messaggio del 14 gennaio).

Con la Festa dei popoli ci poniamo allora proprio su questa via indicata dal Papa: prendiamo sul serio le difficoltà e lavoriamo perché le persone si incontrino, presupposto fondamentale per diventare tutti cittadini migliori di questa nostra città e paese.

Buon cammino e al prossimo appuntamento.

Don Giuseppe