Il tema di quest’anno per la 28° edizione della Festa dei Popoli di  Villa Buri di domenica 26  maggio sarà: “Noi, tutti comunità”. Con questo slogan si vuole individuare l’orizzonte comune dentro il quale la nostra società si va costruendo: pur con le diverse sensibilità ed espressioni culturali e religiose siamo tutti parte di una comunità. "Oggi possiamo riflettere, dice don Giuseppe Mirandola, direttore del Centro Missionario Diocesano e della Pastorale Immigrati, sul fatto che far parte di una comunità non cancella fatiche e conflittualità. Il conflitto è ineliminabile nella vita delle persone e della società. Ignorarlo è pericoloso. Gestirlo, trasformandolo in confronto, è necessario. Non per illudersi di ritrovare una uniformità che non è mai esistita, ma per impedire che le differenze diventino divisioni insanabili all’interno della società. Dobbiamo riconoscere che la conflittualità nella vita delle persone e della società ha varie manifestazioni: c’è quella generazionale, quella culturale, quella economica e oggi si aggiunge anche quella legata all’immigrazione. Dobbiamo però essere attenti a non scaricare sull’immigrazione tutta la conflittualità della nostra società come qualcuno rischia di fare con certi slogan e proclami. Per questo motivo dobbiamo essere attenti a coltivare una cultura del rispetto  e del dialogo che metta al bando le parole e i gesti violenti. La conflittualità tradotta in violenza genera la distruzione del vivere assieme".

Caritas e Il Samaritano collaborano nella realizzazione di questa festa diocesana, che è vero esempio di integrazione.