Caritas Italiana è impegnata in Afghanistan sin dagli anni ’90, da quando ha sostenuto un ampio programma di aiuto di urgenza, riabilitazione e sviluppo, con la costruzione di quattro scuole nella valle del Ghor, il ritorno di 483 famiglie di rifugiati nella valle del Panshir con la costruzione di 100 alloggi tradizionali per le famiglie più povere e assistenza alle persone disabili, anche inviando operatori in loco con l’obiettivo di coordinare e facilitare le attività. Attualmente l’ambito di attenzione principale è costituito dai minori più vulnerabili, ma l’instabilità della situazione comporterà la sospensione di tutte le attività, mentre crescono i timori per la possibilità di mantenere una presenza anche per il futuro, oltreché per la sicurezza dei pochi afghani di confessione cristiana.
In questi giorni numerosissimi profughi stanno fuggendo dalle zone di guerra, aumentando la pressione in direzione dei paesi circostanti. In Pakistan la Caritas dalla settimana scorsa ha avviato una valutazione della situazione nella regione di Quetta, ai confini con l’Afghanistan, in vista di un grande afflusso di profughi e si stanno già valutando le eventuali aperture di corridoi umanitari in questo senso.  

Caritas Verona, attraverso la Coop. Il Samaritano, in questi ultimi anni di emergenza profughi provenienti dall’Africa o dall’Asia, ha promosso sempre forme di accoglienza particolari e anche in questa occasione ha dato la sua disponibilità a Caritas italiana e alla Prefettura di Verona per continuare su una strada già tracciata: micro-accoglienze in appartamenti presso le parrocchie della diocesi, apertura di corridoi umanitari, eventuale disponibilità all’interno del Sistema Sai. Quindi nessun centro collettivo, nessuna accoglienza di massa in centri con grandi numeri, ma la scelta, condivisa negli anni da tutte le Caritas del Veneto, di ospitare richiedenti asilo in piccoli numeri per favorirne l’integrazione sul territorio e non sovraccaricare le comunità accoglienti. Così sarà anche per l’emergenza Afghanistan. Tra l’altro si tratta di una scelta vincente, perché in questi ultimi anni moltissimi sono stati i richiedenti asilo passati da Caritas Verona che poi hanno trovato casa e lavoro sul territorio, che si sono integrati e hanno potuto guardare al loro futuro con serenità e pace. La stessa pace che ora si augurano di trovare i profughi afghani in fuga.
Per contribuire agli interventi di Caritas, è possibile effettuare una donazione con causale “Emergenza Afghanistan” ai seguenti riferimenti bancari:

Associazione di Carità San Zeno Onlus (con agevolazione fiscale)
IBAN:  IT86 U050 3411 7060 0000 0004 383

Caritas Diocesana Veronese (senza agevolazioni fiscali)

IBAN: IT 62 A 05034 11750 000 000 167142
oppure c/c postale: 10938371