Pietro, ospite de Il Samaritano, racconta la sua passione per l'arte, le sue origini e i sentimenti che sfociano dai suoi quadri.

Un modo meraviglioso di vita, la mia passione, il dialogo con il mondo, una provocazione, un grido di rabbia per l’ingiustizia, il pregiudizio, l’insensibilità, la stupidità, il ringraziamento per quello che sono, per quello che ho, la mia preghiera, cura per la depressione, nel mio confessionale, il mio lavoro.
Condivido con il mondo i miei peccati, la follia, la felicità e la miseria, metto a nudo la mia anima, i pensieri e i sentimenti più intimi, apro la mente e il cuore a colui che vede le mie foto, potrebbe arrivare a conoscermi meglio.

Proverbio:
“La casa è dove il cuore è”
...nel mio caso si è rivelato proprio così.
Sto sperimentando, io non ho paura di nuove sfide, anche se spesso inciampo.
Dipingo solo da pochi anni, mi dà un sacco di umiltà. L’idea che ho dell’immagine spesso può essere diversa da come poi viene fuori, la vita è così … l’esperienza viene sempre completata in corso d’opera. Per me essere un artista è un’avventura senza fine, romanti-cismo e arte, che ha cambiato la mia vita in meglio.

Che consiglio che posso dare io, che sono autodidatta e sto costantemente imparando e scoprendo?

Forse solo questo: per realizzare i tuoi sogni credi in te stesso e non lasciarti scoraggiare dai fallimenti, infatti questi ti formano. Per un cambiamento radicale nella vita non è mai troppo tardi.
La forza e il potenziale potete sempre trovarli in voi, avete solo bisogno di ascoltare bene voi stessi.
Sono davvero orgoglioso della mia origine Polacca e fiero della storia di questo paese, bella anche se sanguinosa.
In ogni occasione sottolineo che io sono Polacco, sapori, odori, le nostre tradizioni — e tutte queste le ho integrate insieme a quelle di questa terra che mi ha adottato.
Pietro