Il Samaritano nell'ambito del Progetto Esodo si occupa di gestire l'accoglienza residenziale per varie persone (in questo periodo 5 in misura alternativa) negli appartamenti adiacenti alla Casa Accoglienza. L'accoglienza avviene in base ad un progetto personalizzato di reinclusione sociale costruito con le persone coinvolte. Ogni progetto viene elaborato in collaborazione con l'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Verona, con l'Area Trattamentale del Carcere e con i servizi territoriali che conoscono le persone. 

Questo periodo di Coronavirus non è stato certamente semplice, nemmeno per gli ospiti di questo progetto. Il lavoro degli operatori del Samaritano è stato sicuramente quello di informare e sensibilizzare gli ospiti rispetto all'emergenza sanitaria e alle varie disposizioni governative. E, conseguentemente, c'è stato un accompagnamento personalizzato maggiore, per evitare ulteriori disagi. Anche perchè gli ospiti hanno sofferto il periodo di chiusura, soprattutto per la sospensione lavorativa: per gli ospiti di Esodo, il lavoro è, più che per altri, sinonimo di dignità e di libertà. Pertanto essere privati della propria occupazione è stato fonte di grande preoccupazione ed ansia.

Altro aspetto non proprio semplice riguarda la convivenza con altre persone per tantissime ore. Molte sono state le tensioni all'interno della struttura e anche qui la figura dell'operatore è stata provvidenziale per mediare nella quotidianità.

Con l'attenuarsi delle misure restrittive da parte del governo, la situazione è migliorata sensibilmente e a breve torneranno tutte le normali attività educative.