Progetto Richiedenti Protezione Internazionale

Attraverso una convenzione con la prefettura di Verona, Il Samaritano accoglie giovani richiedenti protezione internazionale. Per una scelta interna, i posti messi a disposizione sono al massimo 120.

Come opera Il Samaritano

La prima accoglienza viene realizzata in una struttura con 15/20 posti letto. E si compone di alcuni aspetti fondamentali:

- aspetto materiale: vitto, alloggio, vestiario, regole, bicicletta

- aspetto burocratico: documentazione, ricostruzione dello storico di ciascun ragazzo, carte per uffici pubblici, codice fiscale, libretto sanitario, curriculum vitae

- aspetto sanitario: screening completo, monitoraggio continuo, controlli mensili, visite specializzate al bisogno

- aspetto scolastico: alfabetizzazione con la Scuola di italiano del Samaritano, iscrizioni a scuole esterne per i ragazzi che vivono da più tempo in Italia e raggiungono buoni livelli di lingua

- progetti individuali su ciascun ragazzo

- lavori socialmente utili con il Comune di Verona

 

Fase successiva: le parrocchie

‚ÄčDopo la prima fase di accoglienza, Ia Caritas Diocesana Veronese, attraverso la Cooperativa Il Samaritano, ha accolto l'appello di Papa Francesco.

Il progetto di accoglienza che Il Samaritano propone alle parrocchie o alle comunità religiose prevede la “presa in carico”, sul piano economico e sul piano delle relazioni e del percorso di integrazione, di un piccolo gruppo di persone (dai 3 ai 5 uomini adulti) richiedenti protezione internazionale, provvedendo ad ospitarli in una struttura abitativa di proprietà, data in comodato o presa in locazione (affitto) e affiancando e accompagnando queste persone nel percorso di inserimento ed integrazione nel nostro territorio.

Il progetto di accoglienza iniziato e sostenuto da Il Samaritano trova un naturale sbocco e completamento presso le comunità parrocchiali o religiose, attraverso un percorso di collaborazione reciproca e continuativa e la condivisione di progetti individuali per ciascun ospite.
Sul piano strettamente materiale “Presa in carico” significa assunzione dell’onere economico di mantenimento degli ospiti.
Il Samaritano si fa carico continuativamente dei seguenti aspetti:
- Gestione dei rapporti amministrativi e istituzionali con la Prefettura;
- Accompagnamento nel processo di ottenimento della protezione internazionale
- Monitoraggio della situazione igienico sanitaria;
- Costruzione di un progetto individuale condiviso con l’ospite e la comunità ospitante;
- Completamento del percorso di alfabetizzazione, elaborazione di corsi professionalizzanti e tirocini lavorativi

Cosa fa la Parrocchia

Trova una soluzione abitativa per 3 o 4 o 5 ospiti
Si fa loro compagna di cammino in un progetto che durerà dai 12 ai 18 mesi
Li coinvolge nella vita della comunità
Crea il tessuto connettivo tra ospiti e territorio
Contribuisce a costruire la loro autonomia (senza vincoli e promesse)
Cammina insieme a loro
 

Grazie al coinvolgimento della comunità, Il Samaritano riuscirà ad accantonare un importo, che andrà a costituire un Fondo di solidarietà.
Dal momento che la Prefettura considera concluso il progetto di accompagnamento del cittadino straniero al momento del riconoscimento dello status di protezione, la Caritas Diocesana Veronese ha deciso di sostenere le persone oltre detto termine per ulteriori 6 mesi, accompagnandole in percorsi di ricerca lavorativa e di soluzioni abitative di lungo termine, oltre che continuando a fornire assistenza quotidiana.
Il costo di questi mesi sarà sostenuto direttamente da Il Samaritano, grazie al “fondo di solidarietà” alimentato dal margine di gestione che si genera grazie alla presa in carico delle Parrocchie.

 

Le parrocchie ospitanti

Con l'arrivo di 4 ragazzi a Valgatara lo scorso 18 maggio, sale a 20 il numero delle parrocchie ospitanti richiedenti protezione internazionale grazie al progetto con il Samaritano. Ecco l'elenco completo aggiornato all'ultimo nuovo ingresso.

Bussolengo (Santa Maria Maggiore), Comunità dei Poveri Servi della Divina Provvidenza a San Zeno in Monte, Fumane, Isola della Scala, Lazise, Lugagnano, Povegliano, Raldon, Sacro Cuore, San Giuseppe Fuori le Mura (in collaborazione con San Marco Evangelista e Santa Maria Addolorata), San Martino Buon Albergo, San Michele Extra, Santa Lucia, Santa Maria in Stelle, Santi Angeli Custodi, Santa Teresa, Santo Stefano, Sommacampagna, Tempio Votivo, Valgatara. 

Papa Francesco (2015)

La misericordia di Dio viene riconosciuta attraverso le nostre opere. Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama ad essere prossimi dei più piccoli e abbandonati, a dare loro una speranza concreta”.

Rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri, ai santuari, di esprimere la concretezza del Vangelo ed accogliere una famiglia di profughi".