La Conferenza Episcopale Italiana ha promosso l’apertura di un nuovo corridoio umanitario tra l’Etiopia e l’Italia che permetterà l’arrivo, in questi mesi, di 500 profughi eritrei, somali e sud-sudanesi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso e bloccati nei campi profughi del Paese.
A siglare il “protocollo tecnico” tre soggetti: la Conferenza Episcopale Italiana (che agirà attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes), la Comunità di Sant’Egidio e il Governo Italiano.
Questo Protocollo non ha nulla a che vedere con gli accordi consueti di accoglienza che coinvolgono le Prefetture, i Centri di Accoglienza Straordinaria o gli Sprar, ma è un progetto che riguarda la dimensione cristiana dell'accoglienza: i fondi arrivano tutti dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalle Caritas locali. Nell’ambito del protocollo la Chiesa Italiana si impegna nella realizzazione del progetto di accoglienza facendosene interamente carico, senza quindi alcun onere per lo Stato italiano.

Il progetto consentirà l’ingresso legale e sicuro a donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi profughi etiopici  in condizioni di grande precarietà.  Con il coordinamento della Caritas Italiana e attraverso le Caritas diocesane, si cercherà di fornire l’adeguato processo di integrazione ed inclusione sociale di queste persone.

A questo link è possibile leggere come funziona il progetto, a cui ha aderito anche Caritas Diocesana Veronese, in collaborazione con Il Samaritano.

Il Samaritano ha trovato nelle parrocchie di Cerro Veronese e Mezzane la disponibilità per accogliere due nuclei famigliari eritrei, per un totale di 8 persone, provenienti da un campo profughi in Etiopia. Sono arrivate a Verona il 28 febbraio 2018. Su questo video si possono vedere le terribili condizioni del campo profughi in Etiopia da cui provengono. LINK VIDEO