Tratto da Verona Fedele del 10 gennaio 2021

È uscito in questi giorni il bando per il Servizio civile universale 2020 e per fare domanda c’è tempo fino alle ore 14 del prossimo 8 febbraio. La selezione coinvolgerà 46891 operatori volontari, da impiegare in 2814 progetti di servizio civile universale in Italia e all’Estero e nei territori delle regioni interessate dal Programma operativo nazionale – Iniziativa occupazione giovani relativi a 601 programmi.

Le Caritas del Triveneto cercano candidati per un totale di 38 posti per cinque progetti su disagio maschile, disagio femminile, richiedenti asilo, Empori della solidarietà e promozione culturale. Per presentare la propria candidatura, è possibile farlo online attraverso l’identità digitale Spid all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.

Anche Caritas diocesana veronese propone i suoi progetti, attende candidati e nel frattempo si rende disponibile per colloqui informativi e per l’assistenza alla compilazione delle domande. Ne abbiamo parlato con Stefania Croce, responsabile di YoungCaritas Verona e referente per Caritas diocesana dei progetti legati al servizio civile.

«Il bando è aperto e noi siamo a disposizione di tutti i giovani interessati anche per dare aiuto sulla compilazione della domanda. Ci siamo sia via mail su giovani@caritas.vr.it, che per contatti veloci anche con whatsapp al numero 3466029575».

Quali sono i requisiti per accedere al bando?

«La cittadinanza innanzitutto. Il candidato deve essere cittadino italiano, o di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, o di un Paese extra Unione Europea purché sia regolarmente soggiornante in Italia. Poi altro requisito è rappresentato dall’età: dai 18 anni compiuti ai 28 anni di età. La data di presentazione deve pervenire entro i 29 anni. Va benissimo anche 28 anni e 364 giorni. Infine il candidato non deve aver riportato condanne, anche non definitive».

Quanto dura il progetto di servizio civile?

«I progetti hanno una durata di 12 mesi, con un orario di servizio pari a 25 ore settimanali oppure con un monte ore annuo di 1.145 ore. Non sappiamo ancora quando inizierà il tutto nel 2021, presumibilmente a maggio».

Caritas Triveneto si presenta con 38 posti a disposizione, ma sappiamo che è Verona la capofila…

«Le Caritas Diocesane del nord-est, quindi Vicenza, Verona, Chioggia, Udine, Pordenone, Bolzano-Bressanone, hanno a bando un programma importante, dal titolo “Cantieri Caritas nord-est: costruiamo comunità inclusive e resilienti”. Ci sono cinque progetti finanziati, per  un totale di 38 posti, di cui 17 presso Caritas Verona. Crediamo fortemente nel valore del servizio civile universale e siamo contenti che anche le altre Caritas del Triveneto condividano questa scelta, che ha anche un’importante valore di animazione del territorio, attraverso i giovani volontari che vi aderiscono».

Dove saranno destinati i 17 ragazzi che saranno selezionati da Caritas Verona?

«Due saranno destinati al progetto di richiedenti asilo che Caritas diocesana segue attraverso la cooperativa sociale Il Samaritano. Grazie alla struttura di prima accoglienza di Villa Francescatti, gli obiettivi sono quelli di offrire una prima risposta a bisogni primari, come cibo, lavoro, casa, diritti negati. Inoltre i ragazzi del servizio civile saranno chiamati ad accompagnare e supportare gli ospiti in percorsi verso l’autonomia, attraverso processi di inclusione sociale attiva che prevedano l’acquisizione di autonomia abitativa, lavorativa, economica e l’inserimento in reti sociali e territoriali positive».

A seguire?

«Poi c’è tutto il mondo dedicato al disagio delle donne e al contrasto alla disuguaglianza di genere. Qui come Caritas Verona siamo molto presenti con 6 posti disponibili: uno al centro di ascolto diocesano, due al Centro aiuto vita, uno presso Casa Nuova Primavera e uno in Casa Braccia Aperte».

Obiettivi di questo progetto?

« Offrire supporto alle donne ospiti dei progetti per favorire l’accesso ai diritti negati quali lavoro e casa in particolare. Favorire l’accoglienza in contesti protetti per favorire l’uscita da situazioni di rischio e di vulnerabilità, accompagnare e supportare percorsi verso l’autonomia, promuovere reti solidali e coordinamenti locali sul disagio al femminile attraverso l’animazione di comunità».

Quest’anno avete pensato anche alla grave marginalità?

«Esatto. Come Caritas Verona abbiamo deciso di dedicare cinque posti alla grave marginalità adulta, quindi offrendo una prima risposta a bisogni di bassa soglia. Due posti alla casa di accoglienza Il Samaritano, due a Casa di carità e uno presso Corte Melegano, la nostra casa dedicata a senza fissa dimora neomaggiorenni, una delle grandi emergenze degli ultimi anni».

Naturalmente il progetto non poteva non coinvolgere anche il contrasto alle povertà emergenti, viste anche le difficoltà emerse con il Covid…

«Due posti per questo ambito, una in Caritas sede centrale e uno all’Emporio della solidarietà Don Giacomelli, presso la parrocchia dei SS. Apostoli a Verona. Non poteva non esserci una particolare attenzione ai nuclei familiari a rischio caduta in povertà».

A chi sono dedicati gli ultimi due posti?

«Ad un ambito a cui crediamo e ad una collaborazione che continua negli anni con un altro centro della diocesi di Verona: il Centro missionario. Si è voluto puntare alla promozione della cittadinanza globale e quindi ad una iniziativa che vede Caritas Verona e Cmd insieme per un progetto dedicato all’educazione e alla promozione della pace, dei diritti umani, della non violenza  e della difesa non armata della Patria, anche attraverso l’animazione nelle scuole e sul territorio».

Per informazioni, colloqui e tirocini osservativi, è possibile consultare il sito  www.caritas.vr.it oppure contattare YoungCaritas Verona - Caritas Diocesana Veronese, via mail: giovani@caritas.vr.it, al telefono: 045 2379300, oppure su whatsapp al 3466029575.