Claudio Calò aveva due grandi passioni: la Juve e Scarp de’ Tenis (una rivista distribuita da senzatetto, rom ed ex carcerati, su iniziativa della Caritas ambrosiana). Erano queste le sue due ragioni di vita. Parlava soltanto di calcio e allo stadio c’era stato quattro volte con Stefano Lampertico, direttore di Scarp de’ Tenis, il giornale in cui lavorava, quello che gli aveva dato una seconda opportunità, che lo aveva fatto rinascere. Claudio, infatti, era (stato) un senzatetto: nell’ultimo periodo, infatti, era riuscito a ottenere finalmente una piccola casa a Milano. Prima alloggiava in un dormitorio.

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