Lo scorso 13 ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D. Lgs. 15 settembre 2017, n. 147 che contiene ” Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà”. il ReI – Reddito di inclusione sociale – dal 1 gennaio 2018 diventerà effettivo e dovrebbe coinvolgere circa 2 milioni di persone indigenti – residenti in Italia da due anni e con un ISEE non superiore ai 6.000 euro annui – con un investimento in spesa sociale che supera i 2 miliardi di euro l’anno dal 2019

Un traguardo importante nella lotta alla povertà, come già abbiamo avuto modo di dire in altre occasioni, anche se l’obiettivo dell’universalità è ancora lontano così come lo sono le persone in grave marginalità che da questa misura per il momento restano fuori

Sono tuttavia interessanti gli sforzi fatti dal governo per costruire una struttura di protezione sociale che, a fianco alle misure di sostegno al reddito, punti molto sulla rete dei servizi, sul sistema integrato di interventi e servizi sociali (legge 328/2000 per intenderci: segretariato sociale, servizio sociale professionale, sostegno socio-educativo, assistenza domiciliare, pronto intervento sociale etc) prevedendo un suo rafforzamento in termini di organico e risorse da circa mezzo miliardo di euro.

E sono molto interessanti il riconoscimento specifico e lo stanziamento economico che l’articolo 7 al comma 9 del D. Lgs. 147/2017 riserva alle persone senza dimora

Il provvedimento contiene al suo interno una specifica attenzione al fenomeno senza dimora quando all’articolo 7 – Interventi e servizi sociali per la povertà – comma 9, riserva un ammontare pari a 20 milioni di euro annui del Fondo Povertà di cui al comma 2, a decorrere dall’anno 2018, per interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà estrema e senza dimora. Tali interventi dovranno essere programmati dai territori interessati in coerenza con le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”

Un grande traguardo per il nostro mondo, i nostri servizi e le nostre persone in maniera indiretta diventano potenziali beneficiari della stessa strategia di protezione sociale che il governo sta cercando di rafforzare: servizi di presa in carico e misure di sostegno alle persone senza dimora nel percorso verso l’autonomia, anche attraverso la sperimentazione della loro integrazione con interventi infrastrutturali riguardanti le strutture abitative e socio sanitarie.

Progettare e far leva sulle comunità locali è quello che adesso spetta fare a chi lavora ogni giorno sul campo

Un ultimo segnale che ci sembra positivo è la previsione, disposta dalla Legge di Bilancio, di fondi aggiuntivi per le politiche di coesione sociale di 600 mln € per il 2018, 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020 (parte di esse è dedicata anche a incrementare il fondo di contrasto alla povertà)

Risorse e persone al servizio dei senza dimora. Questa continua ad essere la nostra sfida.

Articolo tratto da http://www.fiopsd.org