Villa Francescatti ospita oggi 44 richiedenti asilo all'interno del progetto di accoglienza promosso dal Samaritano. Il coronavirus ha sorpreso anche questi ragazzi, giovani che negli ultimi mesi hanno vissuto esperienze difficili, viaggi impossibili e rischiato la vita nel deserto, in Libia o nel mare. Distanziamento sociale, mascherine, guanti, divieto di uscita: di sicuro tale situazione non è facile per un qualsiasi ventenne italiano e poteva essere ancora più difficile per giovani che hanno subito traumi di prigionie passate, come quelle nei lager libici, o che sono lontani da casa e preoccupati per la situazione dei loro famigliari rimasti nella terra natia, dove magari il sistema sanitario spesso non è funzionale e all'avanguardia.

A questa situazione di paura e di impotenza davanti al propagare del virus si è aggiunto il fatto che molti degli ospiti di Villa Francescatti hanno perso quei piccoli lavori, spesso stagionali, che davano sostentamento, oltre che accompagnamento sociale e occupazione del tempo libero. Però ognuno di loro è riuscito a superare questo momento tanto delicato con tutte le attenzioni del caso e provando a trovare ogni aspetto positivo che si poteva ricavare da un periodo di quarantena come quello italiano. Così hanno trovato nuovi lavori, sia nelle campagne che nella consegna di cibo a domicilio. Inoltre il periodo di ramadan appena iniziato ha portato una ventata di aria fresca tra gli ospiti: per molti il ramadan è occasione di grazia, per rinnovare la propria relazione con Dio e per pregare per sè stessi e per gli altri. Questo tempo serve per gli ospiti per avere anche un pensiero particolare per l'Italia e per gli italiani, a cui si sono affezionati e che sentono come fratelli.