Tratto da Verona Fedele.

Senza volontari la vita di Caritas diocesana veronese sarebbe complicata. Ma lo sarebbe ancora di più quella di tantissime famiglie, anziani, giovani, senza tetto, richiedenti asilo che oggi sono aiutati da Caritas e che trovano nel volontario una figura di riferimento, un appoggio concreto e anche personale, un’ancora a cui attaccarsi e da cui ricevere ascolto e cura.

«Durante il lockdown – spiega Mons. Gino Zampieri, direttore di Caritas Verona – abbiamo perso moltissimi volontari storici, perché giustamente anche a causa dell’età avanzata, hanno preferito restare a casa per non rischiare contagi. Di contro abbiamo accolto tanti giovani che, senza gli impegni universitari o di lavoro, hanno deciso di dedicare del tempo nell’aiuto al prossimo. Abbiamo davvero vissuto quello che definisco volontariato emergenziale, molto utile, indispensabile in quel periodo. E questo sia nell’ambito delle famiglie sul territorio che in quello della grave marginalità al Samaritano e nelle altre strutture connesse».

Con l’inizio delle scuole e la ripresa di tutte le attività, anche Caritas Verona ricomincia ad accogliere i volontari storici e a proporre la formazione per tutti i nuovi volontari desiderosi di mettersi in gioco nei più svariati servizi: centri di ascolto territoriali, Empori della solidarietà, casa di accoglienza per senza tetto, comunità per giovani senza fissa dimora, accoglienza dei richiedenti asilo nel dormitorio oppure nelle parrocchie, scuola di italiano, cucina, attività laboratoriali. Il volontariato emergenziale lascia così spazio a quello continuativo: «Esatto – continua mons. Zampieri – torniamo a vivere un volontariato stabile, organizzato. Ovviamente in questi mesi sono diminuite le persone che davano una mano e quindi oggi siamo a fare un appello per trovare nuove persone disponibili ad adoperarsi per Caritas. Il nostro intento rimane quello di fare un volontariato di qualità: con formazioni, accompagnamenti, indicazioni costanti».

Come fare per iniziare l’avventura del volontariato in Caritas? Ogni primo mercoledì del mese alle ore 19.00 presso la sede Caritas di Lungadige Matteotti, 8, si terrà un incontro di formazione per i nuovi arrivati. Chi è interessato può informarsi telefonicamente al numero 0458300649 o scrivere a volontariato@caritas.vr.it.

 

La testimonianza di alcuni volontari

Ecco il racconto di alcuni volontari che sono presenti in questo periodo nei vari servizi offerti da Caritas Verona.

Si racconta Eric, giovane approdato da poco in questo mondo: «Ho cominciato il volontariato all’Emporio della solidarietà durante il periodo del Covid perché ero fermo dal lavoro. Ho sentito che c’era bisogno di una mano e ho deciso di provarci. Magazzino, distribuzione alimenti, quello di cui c’era bisogno: io mi sono messo a disposizione. E sono rimasto ancora oggi nonostante il lockdown sia terminato. Al mondo c’è sempre bisogno di dare una mano alle persone e se si ha la possibilità, non si sbaglia mai ad aiutare il prossimo».

Flavio, volontario per anni al Samaritano, oggi a Corte Melegano, casa di accoglienza per giovani senza fissa dimora: «I mesi di chiusura generale hanno messo a dura prova tutti noi, che abbiamo una casa, una famiglia, delle certezze. Immaginatevi un senzatetto, magari anche giovane. Sono stati mesi davvero impegnativi, anche per noi volontari che per un periodo non abbiamo potuto andare a trovarli, semplicemente per una chiacchierata o un caffè. Non appena c’è stata l’opportunità, mi sono fiondato alla casa dei ragazzi: per loro è stata una gioia vedermi, anche se ovviamente non lo danno a vedere in modo palese. Ultimamente abbiamo anche fatto un pranzo insieme: si vede che siamo mancati e vi assicuro che anche loro sono mancati a noi! Prendersi cura è la cosa più importante, anche perché è un qualcosa che l’ospite raramente ha vissuto in prima persona».

Conclude Luigia, storica volontaria di Caritas Verona: «La distribuzione del cibo sul territorio dovrebbe essere l’ultimo obiettivo che ci prefiggiamo, nel senso che noi volontari cerchiamo di avere sempre più un avvicinamento verso le persone povere che si affacciano ai nostri centri ascolto o Empori, in maniera che queste possano trovare chi ascolta i loro problemi e che provi a risolverli insieme. Mi sento di fare un appello ai nuovi volontari o a chi desidera partecipare al bando del servizio civile regionale: abbiamo molto bisogno, soprattutto di giovani che hanno dimostrato proprio nel periodo di Covid di essere una risorsa fondamentale. Queste esperienze di aiuto al prossimo sono occasioni di crescita anche personali e danno grandi soddisfazioni»